il-coaching-oggi

Il Coaching oggi


il-coaching-oggiOggi il coaching è una pratica in rapida espansione, con applicazioni in un ampio ventaglio di contesti, tanto a livello privato, quanto in ambiti professionali e organizzativi. Non sfuggono a questa crescita della sua popolarità ragioni di moda e di moltiplicazione dell’esposizione mediatica. Presentarsi come coach e offrire servizi definiti di coaching ha infatti risposto per molti, in questa fase di crescita del mercato, all’esigenza di cavalcare il trend, nato negli Stati Uniti oltre un ventennio fa e ora prepotentemente giunto anche in Italia (come molte innovazioni manageriali, anche il coaching ha seguito il classico percorso di diffusione dagli Stati Uniti alla Gran Bretagna, quindi all’Europa del Nord e, solo successivamente, è giunto con i consueti due lustri di ritardo nella Penisola).
Ma quali sono i motivi dell’affermarsi di questo trend?

Prima di analizzarli è a questo punto opportuno giungere a una definizione della materia che risponda sia alle sue finalità sia alla sua originalità applicativa:

L’intervento di coaching è finalizzato a sostenere il raggiungimento di precisi obiettivi di individui, gruppi e organizzazioni, attraverso la facilitazione dei loro specifici processi di sviluppo da parte di un professionista esperto in dinamiche evolutive e di cambiamento.

Si tratta di una prima, semplificata spiegazione del concetto di coaching, ma che mette già in evidenza alcuni punti fondamentali:

  1. l’intervento di coaching si focalizza sulla costruzione del futuro, con ciò non volendo escludere, come molta letteratura sull’argomento tende invece a enfatizzare, la possibilità che alcune fasi del lavoro svolto siano anche di esplorazione del passato (basti pensare all’importanza della ricerca delle eccezioni passate al copione ridondante nel modello del coaching strategico di Nardone ), ma rimarcando la centratura sulla progettualità e sulla elaborazione di soluzioni utili alla realizzazione di una nuova condizione futura, piuttosto che sull’analisi delle opportunità passate e delle cause degli insuccessi;

  2. l’approccio di coaching è fortemente orientato alla pratica, essendo gli obiettivi dell’individuo o dell’organizzazione (la cui corretta definizione rappresenta peraltro il primo passo di qualsiasi percorso) il punto di riferimento finale dell’attività svolta. Da questo punto di vista appare chiaro che la stessa verifica dell’efficacia di un’iniziativa di coaching risulta piuttosto semplificata, derivando dal riscontro oggettivo dei risultati e dei traguardi progressivamente raggiunti;

  3. ogni persona, così come ogni entità organizzata, segue un proprio peculiare processo di sviluppo: per questa ragione il raggiungimento di un obiettivo è conseguenza di soluzioni studiate su misura, che siano in grado di corrispondere alle specificità del soggetto interessato, del percorso esistenziale e professionale che lo caratterizza, della fase in cui si trova e di quella che si prefigge di raggiungere. Ciò vale tanto per i singoli individui, quanto per i team e le organizzazioni, dato che tutti seguono un sentiero di crescita contraddistinto da fasi evolutive (e talvolta involutive), momenti di entusiasmo e accelerazione e altri di stasi e blocco. Dalla psicologia umanistica è utile ricordare la lezione di Carl Rogers (1951, 1977) sulla inarrestabile forza che anima ciascun organismo e ne determina la naturale tensione al progresso (quella che Rogers definisce «tendenza attualizzante»), quali che siano le sue condizioni di partenza e i limiti vissuti: il coaching può in tal senso essere considerato come uno strumento utile a favorire l’espressione di quella forza e a canalizzarla verso obiettivi che corrispondono alle tappe di un processo;

  4. il coach è un esperto di metodo, non di contenuti. Per quanto il suo background professionale possa essere vario, sia in termini di settori di provenienza, sia di esperienze specifiche (tipicamente, per continuità, dal mondo della consulenza e della formazione, ma anche dalle professioni incentrate sulle relazioni d’aiuto, così come dalla vita aziendale), nell’intervento con un cliente il suo lavoro consiste nel saper riconoscere a 360° la situazione che il cliente stesso vive e assecondarne l’evoluzione nella direzione da egli desiderata. In questo senso, il contributo fondamentale del coach non consiste nelle risposte del consulente o dell’esperto di settore, ma nelle domande utili a stimolare un progresso autonomo e consapevole del cliente, considerato come l’unico vero esperto della propria situazione e del proprio ambiente. In questo il coaching risulta molto vicino al concetto di «consulenza di processo» proposta da E. H. Schein (1999).

Più in dettaglio, alcuni estratti della definizione della Federazione Italiana Coach completano la comprensione della relazione di coaching:

il-coaching-oggiIl coaching professionale è un rapporto di partnership che si stabilisce tra coach e cliente con lo scopo di aiutare quest’ultimo a ottenere risultati ottimali in ambito sia lavorativo che personale. Grazie all’attività svolta dal coach, i clienti sono in grado di apprendere ed elaborare le tecniche e le strategie di azione che permetteranno loro di migliorare sia le performance che la qualità della propria vita.

Le responsabilità del coach sono:

  1. scoprire, rendere chiari ed allineare gli obiettivi che il cliente desidera raggiungere;

  2. guidare il cliente in una scoperta personale di tali obiettivi;

  3. far in modo che le soluzioni e le strategie da seguire emergano dal cliente stesso;

  4. lasciare piena autonomia e responsabilità al cliente.

Durante ciascun incontro è il cliente stesso a scegliere l’argomento della conversazione, mentre il coach lo ascolta ponendo osservazioni e domande. Questa interazione contribuisce a creare maggiore chiarezza e induce il cliente a divenire proattivo. Nel coaching si osserva «dove si trova il cliente oggi», quale sia cioè la situazione attuale di partenza, e si definisce, in comune accordo, ciò che egli è disposto a fare per raggiungere «la meta in cui vorrebbe trovarsi domani».
Si ribadisce quindi che la relazione di coaching è tra pari: non vi è un docente e un discente, né un esperto che fornisce una consulenza tecnica su un argomento a un cliente (anzi, come detto, se mai un esperto di materia si volesse identificare, questi sarebbe proprio il cliente, visto che la materia in questione è lui stesso e il suo percorso di sviluppo e realizzazione), ma due interlocutori che stabiliscono una collaborazione finalizzata a obiettivi di carattere personale, relazionale o professionale.
Il collante di questa partnership è la scoperta, la consapevolezza progressiva affiorante durante il percorso, che il cliente (a questo punto, come spesso viene chiamato, definibile come partner o da molti anche coachee) acquisisce circa i propri obiettivi, le strade e gli strumenti più idonei e autonomamente controllabili per perseguirli. Si tratta di una vera e propria scoperta anche per il coach, che, se ben sta lavorando, cioè nel rispetto della massima neutralità del processo del proprio partner, non conosce in anticipo la soluzione migliore, ma presidia comunque il dispiegarsi delle varie fasi.
Con il coaching si lavora quindi sull’accrescimento della consapevolezza personale (in un gruppo anche di quella collettiva) e sul senso di autoefficacia, facilitando così l’espressione e lo sviluppo delle potenzialità.
il-coaching-oggiIl partner è portato a superare il blocco della percettività che vive e a «mettere in moto quei processi di autorganizzazione che gli consentono di utilizzare in maniera più efficiente le capacità che ha per risolvere i problemi e per svolgere i compiti che il lavoro gli prospetta» .
Per fare un esempio, è come per quei venditori che non riescono a vendere un prodotto perché lo considerano di scarsa qualità e poco interessante per il mercato, convincendosi quindi che ciò sarà causa di risultati deludenti: quello che accade in questi casi è che tutta la loro attenzione e le speranze di performance sono riposte unicamente sulla qualità del prodotto, vista come determinante pressoché unica del successo nella vendita, solo un lavoro volto a indagare e riconoscere autonomamente tutte le determinanti del successo commerciale, nonché le varie risorse a disposizione di un venditore possono sbloccare la sua percezione, permettendo quindi l’attivazione delle capacità di elaborare strategie alternative.


2  Nardone definisce «Tentate Soluzioni Ridondanti» quei copioni che le persone tendono a ripetere nel corso della vita per risolvere i problemi o affrontare determinate situazioni. Tali copioni, che in passato possono anche aver permesso di raggiungere degli obiettivi importanti, diventano limitanti nel loro strutturarsi in maniera rigida e persistente: ogni talento, infatti, se irrigidito, può trasformarsi in limite. Ad esempio il manager che ha sperimentato una certa efficacia nell’utilizzo di uno stile assertivo con i collaboratori o con i partner commerciali, facendo di tale stile un «marchio di fabbrica», potrebbe trovarsi in difficoltà nel gestire con altrettanta assertività il rapporto con il proprio capo, ma non riuscire tuttavia ad abbandonare il comportamento adottato, che nel tempo è diventato un copione. Nell’interpretazione di un copione è tuttavia possibile incontrare delle eccezioni, il cui recupero e la cui razionalizzazione può costituire la base per la costruzione di strategie diverse.

 3  Eberhard Hauser Werner, W. Wilk Heide Huck in Coaching, winning strategies for individuals and teams di Dennis C. Kinlaw (1997)


 

 

 

aspettare-che-il-coaching-abbia-successo/aspettare-che-il-coaching-abbia-successo_i.jpg

aspettare che il coaching abbia successo

coaching-consulenza-formazione-bibliografia/coaching-consulenza-formazione-bibliografia_i.jpg

coaching consulenza formazione bibliografia

coaching-e-cambiamento/coaching-e-cambiamento_i.jpg

coaching e cambiamento

coaching-psicoterapia-formazione-consulenza-mentoring-counseling/coaching-psicoterapia-formazione-consulenza-mentoring-counseling_i.jpg

coaching psicoterapia formazione consulenza mentoring counseling

il-coach/il-coach_i.jpg

il coach

il-coaching-oggi/il-coaching-oggi_i.jpg

il coaching oggi

le-origini-del-coaching/le-origini-del-coaching_i.jpg

le origini del coaching

le-ragioni-dell'affermazione-del-coaching/le-ragioni-dell'affermazione-del-coaching_i.jpg

le ragioni dell'affermazione del coaching

le-specializzazioni-del-coaching/le-specializzazioni-del-coaching_i.jpg

le specializzazioni del coaching

lo-sviluppo-di-un-percorso-di-coaching/lo-sviluppo-di-un-percorso-di-coaching_i.jpg

lo sviluppo di un percorso di coaching